martedì 23 agosto 2011

Ah che pazza! Prima Parte

“Quando fare un sorriso sembra un po’ truccarsi”

Merda! Sono questi i momenti in cui ti fermi, rifletti e pensi “Ma? Ma allora? Chi me lo fa fare?”
Oh cacchio ma non puoi farti tutte queste paranoie!
Lo so.
Lo sai! E perché ci pensi? CARPE DIEM! Sì! Goditi la vita, i momenti che ti tolgono il respiro, dove l’unica cosa a cui pensi è a come STAI BENE.
Ma non ci riesco. Vorrei sapere il perché. Nasco, cresco, vivo, amici, famiglia, scuola, seguo il ritmo che la società mi impone, perché sì è la società che impone ciò. Se non fosse per la società io non andrei a scuola perché alla fine cos’è che si studia? Tutto ciò che l’uomo ha fatto e continua a fare, se non fosse per noi, per l’uomo appunto, ora non dovremmo studiare nulla, se non fosse per l’uomo, la tv mostrerebbe immagini più serie, se non fosse per NOI, per la mentalità che ci siamo creati nel corso della storia vivremmo meglio! Ma anche peggio, chi lo sa?
Oddio, ora stai esagerando. Non sappiamo veramente perché la terra ci sia o perché noi esistiamo. Non sono riusciti a rispondere i grandi di questo mondo figurati tu.
Ma io non sto rispondendo, sto semplicemente chiedendo. E poi non esistono i grandi. Sono persone come noi, siamo tutti uguali. Siamo degli esserini con diversi organi tra cui il cuore. Il cuore. Perché è la metafora dell’amore? Forse perché durante un bacio batte all’impazzata? Ma batte forte anche quando c’è un pericolo, quando l’adrenalina aumenta! E quando i baci sono da un’altra parte del corpo? Sul collo. Ah! Che effetto fantastico che provoca!

24 febbraio 2010

Ah che pazza! Seconda parte

"Giochiamo con tutto ciò che ci capita davanti,
Anche un banalissimo nastro di raso:
Scivola, diventa curvo come due amanti
intenti a donare quel sentimento arrivato per caso."
M.H. cit.

Fa decisamente freddo, la porta è aperta e gli spifferi si prendono gioco di me,
penso "Dai alzati e chiudi quell'uscio" ma la voglia non c'è.
Le cuffie continuano a riprodurre la stessa canzone, la stessa voce, le stesse parole "And the
spies came out of the water".
Cavolo e manca, manca sì. Dove sei amore? Vorrei sentire il tuo odore, baciarti il collo, avere il tuo corpo.
E al solo pensiero sorrido, quelle labbra che si muovono a suon di musica, le mani che accarezzano, ora sono sui miei fianchi, salgono, sempre di più: stringimi a te ti prego.

Ritorno sulla terra, mi rendo conto che sono le 21.57 e ho già sonno, la canzone è cambiata, il titolo è il mio colore preferito (chi lo conosce intenda).
Penso "che palle, quando passano 'sti giorni?" Eh, bella domanda. Il tempo va sempre più lento, sempre di più, aspetto, aspetto, abbi pazienza Maru, abbi pazienza ti prego.
Dai è anche divertente. Il sole oggi si è fatto vedere, bello no? Sarà così anche più avanti? Bha, si spera. I raggi che ti scaldano la pelle, i fili d'erba verdissimi sotto di te, gli alberi che sul terreno grazie ai loro rami e foglie formano un gioco di luce e ombra. I petali dei fiori hanno diversi colori, il mio occhio sarà felice, sicuramente...
Ah! Merda che colpo di vento, la finestra aperta: che autolesionista. Immersa nei pensieri nemmeno me ne rendo conto: sto ascoltando il gruppo che ho sempre odiato. Strano! Troppo strano! E mi hanno presa. Chi è stato? Magia? Potrebbe essere.
E quanto mi hai presa tu invece, tanto!
Il letto chiama, chiama! "Domani entro in seconda, il prof. non c'è, perfortuna. Mi alzerò alle 8, buono."

"Ciò che passa diventa passato,
noi che viviamo in un mondo fissato
da ciò che importante non è mai stato.
Per me, per te che viviamo
nelle paure, nei brividi; giochiamo
come bambini ingenui; amiamo
come esseri umani che capiscono,
vivendo sotto lo stesso cielo,
che tutto è niente. Ed escono
dal mondo come fosse niente.
Complesso?"
M.H. cit.

1 marzo 2010

è successo pochi giorni fa. stavo seduto su un piccolo ceppo di legno nei pressi della vallata. ero immerso in un mondo così sorprendente e bello da non poter essere descritto.e sentivo di essere felice. trovavo tutto perfetto... e mi sdraiai tra gli incolti fili d'erba bagnati solo un poco dalla rugiada dell'alba. nel cielo azzurro,scie siderali di aerei diretti dio sa dove formavano geometrie di fumo. così,all improvviso,pensai: e se l aereo non fosse mai stato inventato? provai una paura genuina lungo la schiena: forse non ti avrei mai conosciuta! chissà,magari i tuoi genitori non sarebbero mai arrivati Qui... il mio sorriso si offuscò un poco. pensai a tante cose da qual momento. e... se non esistessero le auto? come farei a vederti tutti i giorni? se non esistessero i parchi? dove passeremmo i nostri pomeriggi abbracciati al sole? niente specchi? sarei impresentabile! niente doccia,bagnoschiuma,profumo,vestiti nuovi? dovrei starti lontano! e poi niente sabato sera: ognuno a casa sua e arrivederci a lunedì. persino niente scuola! ti avrei mai conosciuta? mio dio. niente libri,vacanze di natale ed estive,nuotate in piscina al lido,momenti intimi tra di noi, lucky strike che uccidono i polmoni e camel light da 10,fare l amore un giorno,parlarci a bassa voce,il ritmo del nostro respiro,i sorrisi,le litigate,i regali dalla francia,una canzone dei radiohead,il primo bacio nella penombra delle 7 di sera invernali,il freddo di montpellier pensando a te,la patente sperata,quella presa e la libertà,palmieri,torretta,stadera e i tuoi amici,il mio shopping impulsivo persino da abercrombie,la rinascente,il leroy merlin e i criceti così teneri... se non ci fosse tutto questo? i tuoi occhi ! quando guardo quelli capisco le parole "ti amo". mi bastano loro.e ho tutto. grazie di tutto.

Continuo a fissare la tastiera chiedendomi che potrei scrivere, che cosa potrei esplicarti. E’ una stupida lettera che ti compongo alle 2 e qualcosa di questa notte, di una notte di uno stupido martedì. Non sapevo che fare. Ho provato a disegnare, a buttare giù parole, frasi, racconti; ho strappato e buttato carte su carte poiché odiavo ciò che ti dicevo. Strana la vita eh? Prima la vivi in un modo e poi qualsiasi dettaglio, qualsiasi avvenimento può cambiartela, in un modo migliore o meno. Ci dicono sempre di viverla al 100%, di sorriderle, riderle! In faccia. Ci sei mai riuscito? Chissà che futuro ci comporta. E ora dimmi. Hai mai avuto il magone fino a stare male? Sei mai stato così tanto felice da tremare? Tremare dalla gioia? Hai mai avuto voglia di fermarti, fermare il tempo ed ascoltare una persona? Deve parlare solo lei, tu ascolti, ascolti la sua voce, che magari ami, che magari adori come nient’altro. Ed immagina. Immagina di percepire quei brividi soliti avere dopo aver fatto l’amore, dopo aver fatto l’amore con la persona che ami, farle provare piacere mentre la guardi negli occhi, mentre hai il suo odore sotto il tuo naso, mentre le dici Ti Amo. Ti senti bene? Li vedi i puntini sulla tua bianca pelle? Immagina di litigare con chi è più importante, di rischiare una possibile rottura che ti ucciderebbe dal profondo dolore. Come stai ora? Ansia? Sei vivo amore, sei vivo. Voglio viverti per sempre. Voglio vivere di lettere, di parole, di occhi che cambiano colore a seconda della luce. Voglio vivere di te, tu che mi hai reso felice, tu che sei al mio fianco. E ogni giorno aspetto di abbracciarti e di poter ascoltare i battiti del tuo cuore, di poter annusare dolcemente il tuo profumo. Mi son bastati sei mesi per perdermi di te e per aver paura di perderti. Grazie.

Ti amo...



15 agosto 2010

Bufera

Divenni il suo pilastro.

Divenni ciò che la rendeva felice.

E' come se avessi strappato il suo cuore e lo potessi comandare come voglio, un voodoo.

Mi diceva "Ti amo", mi chiedevo che fosse, l'avrei mai provato?

Non sapevo che sentissi nei suoi confronti ma la sua presenza eliminava qualsiasi depressione.

Quando le nostre labbra si sfioravano la mia pelle formava dei puntini, i peli si alzavano e mi sentivo come se non volessi mollare la presa, volevo di più, sempre di più.

Il giorno in cui mi resi conto di amarla rimase a fissarmi, mi chiedevo che pensasse e avevo paura fosse delusa, che non mi volesse più. Sorrise, una lacrima le bagnò le gote: "Grazie". Se ne andò.

Ne ero incantato.

Non credevo di essere la prima a farlo innamorare, pensavo avesse già trovato una volta qualcuno di importante.

Dopo il male che subii in passato non pensavo di poter amare uno come lui e regalargli il cuore con tutta la mia fiducia.

Lo amavo, lo amavo con tutta me stessa.Tanta era la voglia di farci l'amore, baciarlo, dormirci insieme, averci una casa, dei figli.

E quando mi resi conto che ricambiava, che mi voleva seriamente, una bufera di felicità mi travolse, tanto che ne rimasi stordita.


2 ottobre 2010

..

E se tutti potessero comprendere, e se tutti potessero viverlo.

E se potessimo guardarci? E' come quando ascolti una canzone, emozioni a gogò. Oh i tuoi occhi, potrei conversarci in continuazione, oppure stare in silenzio fissandoli, loro non conoscono il silenzio, come potrebbero?

Dai, facciamo un viaggio, rimarrà nella nostra mente per sempre, ce lo porteremo in tomba.

Balliamo? Mi stringi e ci muoviamo seguendo le note, e non mi lasci, va bene?

Giochiamo con la musica fino a che non saremo stanchi, mi terrai la mano e mi farai volteggiare.

Non ti vedo più, dove sei? Era solo un sogno?


10 aprile 2011

venerdì 3 giugno 2011

.

Il primo istinto è scappare, il secondo piangere: quale delle due segui?

Il primo istinto è lasciar perdere, il secondo farsi prendere dall'ansia: quale delle due segui?

Il primo istinto è seguire i propri sentimenti, il secondo il proprio cervello: quale delle due segui?

Bene, ti ritrovi così, direi nel bel mezzo della merda e ti chiedi " E ora?"

Dai ascoltiamo un po' di musica. Niente.

Leggiamo! Ancora nulla; studiamo! Ansia.

E ora?

Usciamo, magari ci dimentichiamo tutto: malinconia.

Come potremmo fare? Non c'è un modo, non vedo modi, vedo solo rebus, rami che si attorcigliano, radici enormi.

E ora?

Non eri felice? Non ti bastava ciò che avevi? Perchè non ti bastava? Cosa volevi di più? Bastava che mi chiedessi e cercavo di fartelo avere, perchè? Perchè questa situazione? Io volevo essere felice, tu non lo eri?

Non lo eri vero?

Nemmeno io..

venerdì 7 gennaio 2011

In salute ed in malattia, e poi partiremo.

"Prometto di esserti fedele sempre,

nella gioia e nel dolore,

nella salute e nella malattia,

e di amarti e onorarti tutti i

giorni della mia vita."

Dopo aver pronunciato queste parole, Jela si chiedeva cosa potesse preservarle il futuro. Sarebbe andato tutto bene?

Aveva un marito ora, era sposata, era suo, c'era scritto anche nei documenti.

L'abito nuziale la faceva sudare, e non vedeva l'ora di partire con il coniuge, una partenza che aspettava da troppo tempo.


"Non resisto più!"

"Vieni, andiamo in macchina."

Iniziò a spogliarla pian piano.

La camicia avvolgeva il busto di Jela, primo bottone, secondo, terzo, sembravano infiniti, arrivato alla fine sfilò via quell'indumento bianco.

Le due anime, ora intrecciate tra loro, non riuscivano a staccarsi, stavano diventando un tutt'uno; la passione avvolta dal sentimento rosa sembrava fumo fuori dalla loro pelle.

Le sue mani attraversavano, come su un'autostrada, le curve infinite di jela, per poi stringere sulle cosce quasi a farla male.


E poi partiremo, il fatidico sì, e poi via.

Solo noi due.