martedì 13 aprile 2010

Rimpianto.

Non riusciva a controllarsi.
La delusione era tale da comportarsi come una bambina.
Una bambina viziata, capricciosa, fredda, cattiva.
E lui?
Bhe, subiva.
Le litigate erano continue, e Lela, pur comportandosi così, soffriva.
Ci stava male. L'orgoglio bruciava dentro, la rabbia quasi la stuprava.
Dov'era finita la dolcezza? La comprensione?
Se ne stava lì ad ascoltare melodie su melodie e scriveva, sì, scriveva. Si sfogava così la bambina.
Che ci trovava nel mettere insieme diverse parole?
Lo sapeva solo lei. Si capiva solo lei.
Non riusciva a lasciarsi andare, non riusciva a viversi la vita nel modo più tranquillo possibile.
Paranoie, troppe.
Il passato forse l'ha distrutta.
E già dopo poche ore che non lo vedeva le mancava, ma la rabbia la bloccava, e non riusciva e liberarsene. Un peso troppo grosso.

Voleva amare, mancava anche quel sentimento, le mancava.
Forse correva troppo forse ascoltava troppa musica deprimente, o semplicemente il suo cuore nobile, diviso dal dolore, aveva bisogno dell'altra metà.
Era lui?
Non lo sapeva, sapeva solo che era una stupida bambina.

Nessun commento:

Posta un commento