martedì 30 marzo 2010

Dardo.

E vorrei dire tutto quello che provo e penso.
Vorrei semplicemente prenderti e baciarti.
Ma non ce la faccio.

Vorrei sapere tutto di te ma mi limito a lodarti.
Quel tutto che potrebbe rendermi felice o peggio uccidermi.

Quella sigaretta che potrebbe calmarmi, ma
non farmi dimenticare. E la accendo pensando
a come vorrei leggerti nel pensiero.

La tua mente, grotta profonda
piena di parole, frasi, idee salvifiche, bellissime.

E illuminami e parlami e prendimi.
Illuminami con le tue capacità.
Parlami di te.
Prendimi dolcemente.

Contempliamo ciò che ci è importante, e ascoltando
la tua musica parto, parto verso quel mondo sconosciuto.
E tutto sembra perfetto, e tutto mi fa stare bene.

E continuo a non capirti.
E continuo ad avere bisogno di te, di conoscerti.

Scrivo con la mano dolorante, i capelli bagnati dalla cupa pioggia, scrivo pensando a quello che potrebbe accadere, al fatto che trovandoti mi sono salvata da ciò che è più grande di me.

Ed il dardo 'sta volta ha fatto centro.

"You're so very special, I wish I was special."

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